Calcola la durata massima legale e la data di fine del periodo di prova per contratti di lavoro a tempo indeterminato e determinato, in base al CCNL, al livello e alla Legge 203/2024.
Cos'è il preavviso di dimissioni
Chi ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato può dimettersi in qualsiasi momento, ma deve dare al datore di lavoro un preavviso. L'articolo 2118 del codice civile stabilisce questo obbligo e rinvia, per la durata, ai contratti collettivi (CCNL), agli usi o all'equità. Il preavviso permette all'azienda di organizzare la sostituzione e, per il lavoratore, definisce l'ultimo giorno di lavoro e di retribuzione.
Come si calcola
Il calcolo ha tre passaggi. Il primo è stabilire quanto dura il preavviso: dipende dal CCNL applicato, dal livello di inquadramento e dall'anzianità di servizio. Di solito più sei anziano e più alto è il livello, più il preavviso è lungo. La durata si legge nell'articolo del CCNL dedicato a dimissioni e preavviso, ed è espressa in giorni di calendario, settimane o mesi. Poiché cambia a ogni rinnovo contrattuale, questa calcolatrice ti chiede di inserirla, e ti mostra l'anzianità maturata per aiutarti a trovare la fascia giusta.
Il secondo passaggio è la decorrenza. In alcuni contratti il preavviso parte dal giorno successivo alla comunicazione; in altri parte solo dal 1° o dal 16° giorno del mese. In questo secondo caso, se comunichi le dimissioni entro il 15, il preavviso parte dal 16 dello stesso mese; se le comunichi dopo il 15, parte dal 1° del mese successivo.
Il terzo passaggio è sommare la durata alla decorrenza e ottenere l'ultimo giorno di lavoro. Se il preavviso è in mesi si contano mesi interi, per esempio due mesi dal 1° novembre terminano il 31 dicembre.
Un esempio
Una lavoratrice assunta nel 2012 presenta le dimissioni il 20 ottobre 2026. Il suo CCNL prevede due mesi di preavviso con decorrenza dal 1° o dal 16° del mese. Poiché la comunicazione cade dopo il 15, il preavviso parte il 1° novembre 2026 e termina il 31 dicembre 2026. Se l'azienda accetta che smetta di lavorare il 15 dicembre, restano 16 giorni di preavviso non lavorati. Con una retribuzione mensile lorda di 2.200 euro e un divisore di 30, la stima dell'indennità è di circa 1.173 euro lordi, importo che l'azienda può trattenere dalle competenze finali, se non rinuncia al preavviso.
Casi frequenti
- Commercio, metalmeccanici, studi professionali: ogni CCNL ha le proprie tabelle, differenziate per livello e anzianità. Verifica sempre il testo vigente.
- Contratto a tempo determinato: non esiste un preavviso di dimissioni libero. Si può interrompere in anticipo solo per giusta causa, salvo diversa previsione contrattuale.
- Periodo di prova: ciascuna parte può recedere senza preavviso e senza indennità.
- Ferie residue: in linea di principio non si possono imporre durante il preavviso, perché il preavviso va lavorato. È possibile solo se c'è accordo con il datore di lavoro. Le ferie non godute alla fine del rapporto vengono pagate in busta paga.
- Giusta causa: se l'azienda ti ha messo nella condizione di non poter proseguire (ad esempio per mancato pagamento dello stipendio), l'articolo 2119 consente di recedere senza preavviso.
- Maternità e paternità: nei periodi di tutela previsti dall'articolo 55 del D.Lgs. 151/2001 le dimissioni richiedono la convalida e, in genere, non è dovuto preavviso.
La procedura online
Dal 2016 le dimissioni volontarie vanno comunicate in via telematica sul portale del Ministero del Lavoro, direttamente o tramite un intermediario abilitato (patronato, sindacato, consulente). Entro sette giorni dalla trasmissione puoi revocarle. La data di trasmissione è quella da cui far partire il calcolo del preavviso. Il portale non sostituisce l'accordo con l'azienda sulle modalità di uscita.
Cosa preparare dopo
Dopo aver stabilito l'ultimo giorno di lavoro conviene preparare la lettera di dimissioni, da consegnare all'azienda insieme alla ricevuta della procedura telematica. Nella lettera vanno indicati la data di decorrenza delle dimissioni (la fine del preavviso) e la durata del preavviso, e se lo rispetti per intero. Se concordi un'uscita anticipata, conviene mettere l'accordo per iscritto, con l'indicazione che l'azienda rinuncia al preavviso o all'indennità.
Questo calcolo è uno strumento orientativo: in caso di dubbi sulla fascia di anzianità, sul livello o su clausole particolari, confronta il risultato con il testo del tuo CCNL e con la busta paga.